giovedì 27 giugno 2013

Nebbie

Definire esattamente quando sia partito questo viaggio, è difficile. Un viaggio lungo, lento, a lungo pensato ma recentemente pianificato. Sui motivi che mi hanno spinto a partire su quelli si potrebbe scrivere un blog a parte. Adesso sono qua, in questo bellissimo Parco, in alta montagna; in Francia esattamente nel Parc National de La Vanoise, a quota 2515 metri a lavorare per tutta la stagione nel piu' grande rifugio del Parco, al Col de La Vanoise. 

Sto scrivendo adesso perchè come tutte le volte che sono in turno; per fare le colazioni al rifugio, mi alzo la mattina alle 3 per servire le colazioni alle 4. E' stata una settimana in salita, è da circa 7 giorni che non fa altro  che nevicare, siamo immersi nelle nuvole, a malapena si vede l'altra parte del rifugio. Ogni volta che la mia collega, Betarice, stampa la pagina del Bollettino Meteo mi ci avvicino con timidezza, nella speranza di leggere buone notizie. E' soffiato un vento forte, misto a neve, creando dei bellissimi disegni sul prato intorno al rifugio. La mattina quando mi alzo per le colazioni, con questo tempo gelido, il vento e la neve cancellano qualsiasi tipo di felecità o pensiero positivo mattutino, per lasciare il posto alla determinazione e ad una serie di azioni da compiere meccanicamente ripetute/ salire la collina senza scivolare, accendere il generatore, andare nel locale ristorazione, mettere a bollire il pentolone di acqua, in base alle quantità previste (normalmente 20 litri) attendere, versare la quantità d'acqua corretta per le persone che hanno chiesto il caffè, attendere le persone, servire il pane, sparecchiare. -- Le mattine cosi' mi avvicino davanti al computer per leggere qualche notizia sull'Italia, svagare la mente, distrarmi, ingannare la mente da quallo che sto facendo, dal posto in cui sono. Sto dissociando mente e corpo. La prigionia non è data soltanto dalle condizioni climatiche avverse, ma a anche dalla monotonia del cibo: il Capo Guardiano del Rifugio, Gerard Girod, -simpaticissimo e molto bravo- ci cucina solo 4 tipologie di cibi il primo puo' essere o la minestra "Potage" tutto frullato, privo di colori, colori stile omogeniezzato, oppure spaghetti al ragu' oppure Maiale alle prugne, oppure pollo con funghi. Di questi cibi mi sto stufando e la mia ribellione è tale che quando siamo pochi prendo in mano i ferri della cucina e cucino io, ho già fatto 2 dolci (il secondo con maggior successo) diversi primi con successo ora faro' anche qualche secondo. Il cibo che avanza di solito lo facciamo scendere in cantina, bellissima, del rifugio, (posto freddissimo, patria delle muffe) mettiamo sui cibi la pellicola  alimentare e vi appoortiamo la data di cottura con il pennarello indelebile; su una delle ultime portate di pollo con couscous avanzati ho scritto in inglese "Ho ucciso per molto meno" . Questo l'ho fatto per scherzare con tutti, per ridere, ma per far capire a tutti e in particolar modo allo staff con cui lavoro, che non è psicologicamente possibile arrivare a settembre, 15 settembre, con queste cazzo di 4 portate.

Sono qui dall'8 di giugno, in questo paesaggio desertico, lunare, a combattere con i mali più grossi che ho dentro di me, la paura della morte di mio padre, il rapporto con mio fratello, la mia mancanza di tolleranza nei confronti di tutti.

E' dura ma ce la posso fare. Arrivero' in fondo vincitore.

A movimentare questo mio percorso, è arrivato nella nostra squadra al rifugio, Phudorjin, detto Dorjin, ma io lo chiamo Giorgio, nepalese, abitante in una comoda cittadina del Nepal a 4200 metri di quota. Parla a malapena francese e inglese, si esprime a gesti; e nei momenti di difficoltà sorride. Durante le pulizie, che svolgiamo quotidianamente insieme, canta. Ho scoperto in seguito che il suo canto in realtà come ha detto lui stesso sono preghiere. Bisognerebbe imparare tutti da Dorjin, io stesso: sorride nei moemnti di difficoltà e prega, ringrazia per essere qui. Insieme ridiamo e scherziamo, sono felice di lavorare con lui. In Nepal lavora come guida sherpa, (?) non ha un grosso fisico, diciamo che ricorda vagamente Bombolo nei film di Thomas Millian Er Monezza, ha un gran capoccione e parla come Spank di "Hello Spank". Sottoposto a sforzi multipli, fa ogni tanto qualche scorreggia, ma poi sorride. Lui è per me un esempio uno stimolo a sorridere, io che sono una persona che difficilmente sorridere.

In questo momento della mia vita, dissociata, ho ingannato il corpo ma non la mente: il corpo richiede alimenti pesi, invernali, mentre la mente pensa al mare, alle vacanze estive, al sapore di sale sulle labbra quando vieni via dal mare, alle insalate, le acciughe alla povera, melone e prosciutto di parma, cocomero.
Ti rendi conto in questi momenti quali siano davvero le cose importanti, se togli tutto, tecnologia, televisione e ti metti a nudo, preparando uno zaino il più leggero possibile, perché sai che ti dovrai fare 2 ore di ascesa in mezzo alla neve, quello che metti dentro lo zaino, è veramente poco, ma ti rendi conto che il bagaglio più prezioso lo porti dentro di te, i ricordi con la tua ragazza, gli amici, i sapori.

Sto vivendo. Sono libero. Posso pensare, fare, progettare e scrivere. Sto scrivendo e sto vivendo la mia vitan e questa è una sensazione bellissima; Ho comprato un Chromebook on line che mi sono fatto arrivare giù in paese a Pralognan La Vanoise, sono in attesa che arrivi, per mettermi a scrivere immediatamente. Scrivere e pensare mi rende felice.